EMERGENZA PESTE SUINA

A proposito di maiali...

In questi giorni siamo tutti pieni di timore per il modo violento in cui le Regioni stanno gestendo l'emergenza della Peste Suina Africana, ordinando l'abbattimento dei maiali allevati allo stato brado e semibrado, e anche di quelli collocati al di fuori di ogni logica produttiva che abitano presso privati, Santuari e Rifugi.

La malattia non è un pericolo per l'uomo, ma mette a repentaglio il profitto dell'industria zootecnica. Principalmente la paura verte verso la perdita del profitto da parte dei grandi allevamenti di suini.

Oltre che un problema di violenza contro gli animali, quindi, è anche un problema che affonda le sue radici nel porre la necessità di perpetrarsi dell'economia capitalista al di sopra di ogni forma di rispetto per la vita.

La volontà di tutelare i profitti della filiera della carne diventa particolarmente ironica in senso amaro, visto che il problema stesso della Peste Suina Africana è stato creato da scellerate pratiche di allevamento:

in Europa la malattia è arrivata per la prima volta intorno al 1950 e ha continuato a ripresentarsi ciclicamente fino ad oggi in diverse aree europee perché gli scarti alimentari scaricati da navi e aerei provenienti dall'Africa in passato venivano utilizzati come mangime per i maiali di allevamento.

Scarti alimentari contenenti, tra le altre cose, carne di maiale.

I maiali si ammalavano perché veniva loro fatta mangiare carne infetta di altri maiali.

Anche questa malattia, quindi, deriva dalla perversione di un sistema malato che per rincorrere il massimo profitto è pronto ad adottare pratiche in ultimo autodistruttive.

E adesso, per proteggere gli interessi di quel sistema che ha creato esso stesso il problema che lo affligge, devono pagarne le conseguenze anche i cinghiali e i maiali che hanno trovato la libertà e la possibilità di vivere per se stessi, in luoghi sicuri.

Le leggi che non contemplano l'animale "da reddito" al di fuori della sua funzione non si fermano a contestualizzare, ma vengono applicate in modo asettico anche in luoghi e realtà che non hanno niente a che vedere con gli allevamenti, ma anzi li oppongono.

E anzi, che non ci sia una sorta di accanimento PROPRIO PERCHÉ tali realtà sono scomode, escono dagli schemi e fanno opposizione alla gestione burocratica, sanitaria e veterinaria dello schema zootecnico.

Il dubbio è più che lecito, per esperienza personale.

Per adesso qua in Toscana non sono state emanate ordinanze, ma aspettiamo quello che probabilmente arriverà.

I nostri 10 maialoni anzianotti hanno, oltre al giardino, un'area di cemento in cui eventualmente potremmo chiuderli temporaneamente se servisse a placare richieste assurde.

Ci stiamo organizzando in caso ci sia necessità di doverci attivare per proteggerli anche da questo, oltre che da una burocrazia che già non li vorrebbe qua.

Oggi si sono abbuffati delle verdure portate da Massimo, il nostro fornitore di fieno!

Dato il momento inquieto e incerto, e anche in vista delle modifiche che con tutta probabilità dovremo apportare all'area dove vivono, ci è sembrato giusto iniziare a cercare adozione a distanza anche per loro!

Questa la pagina dove potete adottare a distanza uno dei 10 setoloni attempati!


https://www.leimprontedelbosco.org/maiali


Grazie!

Adotta uno dei nostri Maialoni!